lunedì 7 ottobre 2013

O(H) MARATHON(A) DEGLI ALTIERIPIDI

O-Marathon! Oh marathon(a)! Oh maradona! Oh madonna! Si si che bella sensazione di pace... è tutto bianco e felice qui, si avvicina un rumore che mi chiama, un rumore soave mi attira a sè, mi vuole, mi prende e mi pervade tutto, vuole portarmi con sè come un calamita, proviene dall'alto e non si capisce bene cosa sia. Una sensazione di freddo mi pervade e anche di un leggero bagnato, la pioggerella autunnale dilava il mio corpo e scende copiosa ma lenta finchè ad un certo punto...." l'hai trovata la 76?!" una voce mi allontana da questa pace e mi riporta alla realtà, quella dura, quella fatta di mal di schiena, gambe, talloni, testa, articolazioni e caviglie (ecc.ecc.ecc). È Alberto Canella mio alternato compagno di viaggio nelle ultime tratte della gara più lunga e devastante dell'anno. Sì, in fondo a correre in due parallelamente (o meglio a tira e molla) le possibilità di rimanere dispersi in mezzo agli altipiani si dimezzano, oltre a darti un senso di angoscia minore e tenerti soprattutto lontano da quelle vocine beffarde che ti parlano soavemente nella testa. Questa volta non c'era alcun "mi mi mi" a tenermi compagnia in gara, era a dispendio energetico troppo elevato per potermelo permettere.

Certo potrei stare qui ore a scrivere della O-Marathon, quella seria, ma in fondo sarebbe un monologo banale in cui l'argomento principale sarebbero i dolori vari che il mio corpo ha dovuto sopportare ripetuti all' n-esima volta e le varie imprecazioni o invocazioni, sempre le stesse (oh madonna, oh maria santa, ca...o, m...da, po...a tr...a, e biiip e biiip e biiiiip.....) anch'esse ripetute all' n-esima volta. Certo da un punto di vista "bloggistico" sarebbe più interessante parlare della vera O-Marathon ma essendo su Origiulio dovrò virare la discussione sulla finta O-Marathon, quella a staffetta, o meglio, quella troncata e suddivisa in 5 parti. Una mera staffetta che obbliga la vera O-Marathon ad un cambio di tipologia diversa dalla solita gita-avventura lunga un giorno più volta invece a farla diventare una specie di prova finale Long dei Mondiali del prossimo anno, allungata per motivi di natura masochista. Una staffetta a cui Giulio ha partecipato in una staffetta il cui nome non è nominabile e per questo ancora meno degna di commento ed analisi. Soprattutto se il nome è stato deciso usando strumenti quali l'inganno e il ricatto. Il risultato finale è il secondo posto dietro ai Pavioni che alcuni psicologi sostengono essere la posizione in classifica (la seconda appunto) che porta ad una frustrazione maggiore di qualsiasi altra e che è legata maggiormente alla depressione. Gli staffettisti nell'ordine sono: Elisa Lucian (che è simpatica perchè mi ha soccorso alla Croazia Open quando mi sono storto la caviglia), la Tauferona (che è simpatica per ovvie ragioni), l'innominabile (che è antipatico per ovvie ragioni... è lui il tizio dell'inganno!), il GIULIO (che è qualsiasi cosa... per ovvie ragioni!) ed infine la morosa dell'innominabile (entrambi gli innominabili davano in qualche modo il nome alla squadra... megalomani!).
la frazionista "simpatica per ovvie ragioni" 



La classifica recita un costante secondo posto dell'intera staffetta ad esclusione dell'ultima frazione che viene corsa con il quinto tempo in un ora e oltre di gara nonostante i soli 3Km circa (questa è andata ai mondiali o europei junior!). Giulio invece corre la frazione decisamente più delicata sia dal punto di vista tecnico che atletico e il risultato sarebbe ottimo se non fosse che ci lascia un terzo dell'intera frazione su un solo punto (per la precisione 28 minuti e rotti) [per carità... sempre meglio dei 23 minuti su un punto dell'ultima frazionista in proporzione!]; quasi 10 minuti in più del suo Manager scarso e stravolto aiutato da un Bezzi, trovato per grazia divina lungo la strada, che commenta così il neo ritrovamento della lanterna numero 64: "Ades n'donti a ciapar el Giulio! L'è ben partì mez'ora prima de mi ma con le do lanterne prossime in sto merdaio el ciapi de seguri". Purtroppo per il Bezzi non è proprio andata così anche perchè, anche se l'avesse preso alla lanterna numero 5, come da sua previsione, iniziavano le tratte dove se avevi la cartina un minimo piegata in mano, arrivavi a vedere solo la riga rossa che si fermava alla fine della piegatura e, se la giravi, forse, riuscivi a intravedere il cerchietto con annesso il numerino successivo alla lanterna in cui si era. Il tutto condito con molti più spazi gialli e linee nere tratteggiate che ci coloravano il contorno o l'avvicinavano per dare almeno un pò di morale a chi aveva ancora benzina nelle gambe come Giulio (e non come Bezzi!), gli split poi parleranno da soli. Ad ogni modo frazione chiusa in meno di 2 ore con il secondo tempo di frazione battuto solo da Ivano (e probabilmente anche qualcuno dell'O-Marathon lunga...vergogna!). Tanti i ritiri anche qui, solo per la singola frazione, anche perchè fare 9.1 Km con 3-400 di dislivello con un livello tecnico, almeno inizialmente, da Elite, non è effettivamente proprio da tutti. Certo si può dire che è da Giulio...ma non certo da OriMarty e Raus ad esempio! (per questa volta lo nominiamo già che siamo alla fine).
Alla fine addirittura 7 euri di pasto gratis non possono che fare piacere ai concorrenti per reintegrare le energie spese e i neuroni persi nel bosco. Le gare un pò serie sembrano finite, almeno per Giulio, che ingiustamente non è stato convocato per l'Arge Alp (fosse stato per me l'avrei convocato) e dovrà accontantarsi forse di un Giro al Sas o chissà. Inizia la preparazione invernale dunque visto anche che qua nel fine settimana è prevista neve a 1200 metri e non rimangono che le gare in Val di Sole e ad Imer, visto che quest'anno siamo rimasti orfani del tradizionale Meeting di Venezia... sogh!

il Manager dispiaciuto per questo

Silvan   

lunedì 30 settembre 2013

GIORGIO E DANIELE FINO A LAVARONE PER VEDERE GIULIO

In questo week end si è svolto il prologo dei Mondiali del prossimo anno in una tre giorni di orienteering con tutti i campioni della specialità provenienti da ogni angolo del mondo (prevalentemente quello europeo settentrionale) venuti a posta per provare i terreni che li vedranno protagonisti fra meno di un anno (...o almeno questa è la versione ufficiale). Si è iniziato venerdì sera con la simulazione della nuova specialità che verrà proposta per la prima volta ai mondiali, proprio in Italia (che culo!), ovvero la sprint relay.
Il famoso DELTA 
Una sorta di copiatura dallo sci da fondo, il biathlon e forse qualche altro sport che non conosco bene, volta principalmente a rendere la cosa ad alta visibilità sbattendosene per la maggiore di rendere la competizione ad elevato contenuto orientistico ma privilegiando le caratteristiche che più fanno assomigliare lo sport dei boschi all'atletica. Certamente per gli orientisti più sanguigni, più grezzi e più "estremisti" la formula non piacerà nella sua essenza, per i "corrimona" un pochino di più forse (ma non è detto). Dalla descrizione parrebbe che la cosa mi faccia schifo, in realtà non è così (anche se posso capire il dissenso di taluni) e anzi a me ispira molto perchè nuova, divertente, emozionante, ad elevata componente emozionale e in fondo non disdegno gli incroci fra atletica e orienteering, se fatti nella maniera e nella tempistica giusta. Ma in fondo voi penserete: "che cavolo ce ne frega della tua opinione in merito!!". E c'avete ragione ("ga ve reson!") perchè in fondo il motivo per cui questa formula è buona è perchè Giulio venerdì ha fatto un garone! Grazie al suo apporto fondamentale la staffetta, di cui non posso pronunciare il nome, si è posizionata in una discreta posizione (disceta solo perchè, ahimè, si correva in 4) che altrimenti sarebbe finita nel baratro come invece è successo per l'altra staffetta della società. Ma chiaramente loro non avevano Giulio e sulla carta erano potenzialmente più forti. La frazione di Giulio, corsa in poco più di 18 minuti (solo 3 minuti in più di Hubmann!!!) è stata all'altezza del nome che porta. 
Sabato gara Middle adatta alle caratteristiche tecnico-atletiche di Giulio, non a quelle ipnotico-cognitive, infatti anche se il tempo senza errori sarebbe stato fantastico, errori chiaramente sono stati commessi (da qui il vecchio detto "l'orienteering lo sport dei se e dei ma"). E quindi, forse per l'emozione dell'entrata in scena del sabato dell'amico e mentore Giorgio, che peraltro perde per un solo secondo in Elite, Giulio ci spiattella lì la bellezza di una decina di minuti di errore, un pò tantini considerando che la gara è durata meno di 40 minuti. 
Domenica gara Long sullo stesso terreno del sabato bene o male ma avendo il doppio della lunghezza media sulle tratte, la componente ipnotico-cognitiva si riduceva notevolmente e infatti Giulio ci piazza un secondo posto in classifica (quelli che vengono dall'estero non contano - probabilmente si doppano) andando a scavalcare un certo Raus nella somma dei tempi di un delta t che spazialmente riusciremmo a contare guardandoci le mani aperte e contando. Non male insomma (son soddisfazioni!).
Considerando che alle premiazioni erano presenti anche Daniele e Giorgione (che come vedrete su un'altro blog, non capendo l'italiano, sono stati costretti a fare cose che neanche loro capivano bene di fare) Giulio ha scelto la gara perfetta per salire sul podio. Ecco a voi le prove:
foto a cura di Michele (Trent-o)

Il Manager presentatore

Silvan         

lunedì 23 settembre 2013

ANCHE I CAMPIONI PROVANO SENTIMENTI

Val Badia tris; è il terzo anno che si corre in Val Badia, il primo su in cima a Piz Sorega dove ci sono i pratoni fintamente adatti ai cosiddetti "corrimona", il secondo anno non lo so perchè non c'ero (ma voci mi dicono che fosse lì vicino e con caratteristiche molto simili all'anno precedente), il terzo è una figata! Il terzo anno è gara adatta per "i corridori che sanno leggere la cartina" (cit. italianizzata di Michele Candotti... l'originale cita: "l'è na figada, l'è sta la gara pù bela che ho fat nei ultimi diec'anni, te potevi tirar a maneta ma se te tiravi masa te risciavi, ma l'è proprio così che se fa na gara de orienteering" ). E non posso che condividere la schietta analisi fatta dall'ormai ex ex campione italiano sprint di Cison di Valmarino. 
Proprio bella ma un pò un'incognita per le possibilità sulla carta (non quella di gara) del Giulio. Terreno da correre e da leggere. In fondo potrebbe essere non così male perchè le gambe ci sono certamente in questo periodo, come peraltro in tutto quest'ultimo anno, la testa anche va un pò meglio da quando probabilmente Giulio ha aumentato l'autostima con qualche buona gara purtroppo non commentata su questo blog. Certo è che se la fortuna te la giochi tutta a comprare D'Ambrosio al fantacalcio che non si sa neanche chi sia e da dove venga e poi ti segna due goal in due partite ed è pure un difensore (è vero che gioca a centrocampo... ok Giulio!), non è che te ne può avanzare tanto poi quando la vuoi usare nell'orienteering. Ed infatti, contro tutti i pronostici (quelli non fatti dal suo Manager...), Giulio fa una gara spettacolare per 3/4 di gara, roba da 4^-5^ posizione, subito dietro a quel cagnaccio di Sbabu, ma poi la scarsa abitudine alle posizioni alte della classifica suscita in lui un' emozione strana che di lì a poco si trasforma in panico e così, in men che non si dica, arrivato alla lanterna numero 14, decide che la 15 non gli piaceva, e passa direttamente alla 16... 
Fonti attendibili sospettano che un certo Daniele di Venezia abbia fatto un incantesimo su di lui e gli abbia fatto dimenticare il numero 15, altri invece ipotizzano che abbia visto l'orso e l'abbia seminato giù in discesa ma non ha avuto il tempo di punzonare anche la lanterna, ma i più sostengono che la cosa sia assolutamente nella normalità e avrebbero pensato strano in caso di punzonatura corretta. Se però andiamo a considerare che una cosa analoga sia successa all'orientista più forte in Italia in una staffetta dei mondiali di qualche anno fa, che peraltro Giulio ha visto dal vivo (non è che abbia interpretato male il messaggio e abbia voluto imitarlo?!) la cosa è di buon, anzi ottimo, auspicio. Vero è anche, che il Manager, in quei momenti concitati, abbia visto il suo allievo in gara ma che a quest'ultimo sembrava che Giulio fosse estremamente concentrato e motivato senza contare che stava correndo senza un minimo di fiatone su per un rampone in mezzo al bosco in prossimità di un sentiero che si inerpicava nella stessa direzione di quella di Giulio stesso. Dunque il buon Manager si era tutt'altro che preoccupato e nemmeno con un innocente "ciao" ha provato a distrarre il suo pupillo. A fine gara invece viene fuori che malauguratamente fosse proprio quello il momento più critico. E pensare che Raus era abbondantemente preso, staccato (senza manco vederlo) e ultrabattuto in classifica. Peccato! Peccato! Un' altra volta PM, ha Peccato Molto.
Ad ogni modo va guardata la prestazione e non il risultato e quindi Giulio ha dato prova di un'ottima dimostrazione di solidità in un terreno estremamente ostico che ha visto andare in difficoltà molti orientisti anche quotati soprattutto nell'ultima parte di gara (dove peraltro ha sbagliato Giulio quindi è un pelettino contraddittoria come frase a pensarci bene). Prima parte di gara invece caratterizzata dalle distese di prati misto bosco che riprendevano in parte le vecchie cartine già utilizzate gli anni scorsi. Un plauso va quindi al/i tracciatori che hanno saputo mettere in difficoltà un campione della sua caratura. 

Vorrei concludere con un aggiornamento sulle nuove metodologie che verranno utilizzate per l'allenamento del nostro campione importate direttamente dalla Svizzera che faranno fare, dopo gli allenamenti fatti con gli scacchi, un ulteriore salto di qualità sulle capacità memoniche e di concentrazione visualizzato nell'immagine sottoriportata


in passato veniva utilizzato in maniera troppo ferrea questo tipo di allenamento


i miglioramenti potrebbero essere sensibili!     

Sul blog di Rudi De Ferrari tutte le informazioni dal punto di vista tecnico sulla gara.  

Il solito Manager sempre in cerca di nuove moderne soluzioni

Silvan   

venerdì 13 settembre 2013

ALL' ATTENZIONE DEI LETTORI


Attenzione attenzione cari amici lettori! Origiulio ha raggiunto e ormai superato quota 10000 visitatori! Proprio grazie all'ultimo post la popolarità di Giulio ha potuto superare le 4 cifre ed è con grande orgoglio che il suo Manager ve lo annuncia! Ed è per questo che si è voluto offrire un bonus per il fortunato, ma preferirei definirlo bravo e buongustaio, che ha effettuato esattamente la 10000 visita! Il buono consiste in una pizza in compagnia di Giulio, ovviamente pagata dal Manager. Magari margherita, baby e in una pizzeria che conosco io dove mi fanno lo sconto del 10% perchè socio Trent-o.... ma nooo dai, per queste cose non si bada a spese! (oddio, dove fanno lo sconto la fanno buona comunque!).
Forza, l' Origiuliofan si faccia avanti!

il presto squattrinato Manager

Silvan

NB: la reale vincita potrà essere ritirata soltanto dimostrando l'effettiva visita tramite immagine che attesti la specifica visita da mostrare al sottoscritto o direttamente a Giulio. In alternativa può essere mandata una mail all'indirizzo "onavlisd@libero.it" con allegata l'immagine relativa. Fate presto! Giulio ha fame ma soprattutto voglia di conoscere di persona i propri fans!


domenica 8 settembre 2013

....ALTI E BASSI....

Più bassi che alti se si considerano i post pubblicati negli ultimi mesi e si conseguenza anche le visualizzazioni ricevute e quindi anche la mancanza di popolarità che ciò comporta. 
Più alti che bassi se invece si considerano i progressi effettuati da Giulio, che in questo momento sto cercando di spacciarvi, nel lungo periodo di letargo-meditazione che ha caratterizzato questo blog. 
In realtà ciò che ha fatto pendere l'ago della bilancia a favore del grande ritorno è stato un gioco, o per la precisione, un gioco di magia. Dopo averlo fatto conoscere a mezzo mondo (orientistico) la gente (ehm, ehm... gli orientisti) si è prostrata ai miei piedi con la richiesta esplicita di sorprenderli ancora... e dunque eccomi qui! Tornato a scrivere nuovamente questo po po di boiate riguardo un'atleta tanto bravo quanto antipatico che si cimenta in uno sport che, in quanto a visibilità, popolarità e apprezzamento, rispetto al calcio potrebbe essere paragonato alla differenza tra il peso della Litizzetto e quella di Jerry Scotti, o alla differenza di bellezza tra Ribery e Raul Bova (Litizzetto e Belen per il principio delle "pari opportunità") e che qualche amico del Manager definirebbe "piuttosto vado a zappare la terra" (cit. amico del Manager di Giulio) per dimostrare l'attuale considerazione da parte del populino nei confronti dell'orienteering e in che acque si è andato ad immergere il nostro campione per avere fama (oltre che fame).
I famosi mancati orientisti
Ma ora parliamo di Giulio (altrimenti qualcuno potrebbe sostenere che non se ne parli abbastanza...); 
Week-end di Campionati Italiani all'Aprica, si quelli che si fanno sempre nelle prime settimane di settembre, si quelli che si fanno due gare, prima la gara lunga detta "Long" (perchè a noi ci piace l'inglisc) e poi quella a squadre detta "a staffetta" (perchè a noi ci piace anche l'italiano ogni tanto). Si anche quelli dove c'è sempre Schuster a controllare che vada tutto bene ma che ha sempre la sfiga che l'organizzazione della gara lo fa sempre lavorare di più di quello che lui aveva preventivato. Si, quelli che vengono considerati dai più "il week end più importante dell'orienteering in Italia". E "dulcis in fundo" (perchè a noi il latino ci piace ancora di più), Si, quelli dove Giulio costantemente fa schifo... ma no dai... non è vero.. è solo che era una buona continuazione dell'elenco... o meglio; in parte è vero perchè il sabato Giulio ha offerto una classica prestazione "alla Giulio" ma la domenica, con la responsabilità da primo frazionista sulle spalle, ha saputo limitare i danni dove andavano limitati perdendo solo pochi minuti dal leader della gara. Ciò non ha permesso alla sua staffetta (Giulio, Raus, Fabietto) di vincere, come era in preventivo, ma lui il suo contributo lo ha dato; chi non lo ha dato questa volta, è stato qualcun altro. Certo che confondere la lanterna 10 con l'ultima, e successivamente viceversa, rimane un qualcosa che comunque macchia la prestazione o ad ogni modo, se vogliamo vederla in maniera più ottimistica, rispetta le tradizioni (per la cronaca la 10 non era l'ultimo punto!).
Sperando di essere più attivo nel prossimo futuro (promesso...) vi saluto



il Manager dispiacciutissimamente assente 

Silvan  

giovedì 9 maggio 2013

SBABU QUITE OUT FROM ORIENTEERING COMPETITIONS

"Ciò ha contribuito al non passaggio in finale di Giulio per il giorno successivo e una mancata più che probabile umiliazione a Sbabu (alias "Samuele Canella" - per evitare fraintendimenti di persona) che prima della finale, la domenica mattina, dichiara candidamente:" il giorno che mi farò battere dal Giulio smetterò di fare orienteering". In questa sede si sono voluti mettere i puntini sulle i (la tastiera me li mette in automatico in realtà) e mettere per iscritto ciò che si sarebbe altrimenti negato fra non più di una o due gare." 

[estrapolato dal post "MIDDLE(mah...) 2013"]

Per non dimenticare....
Ci siamo andati vicini, posso dire che ci siamo andati vicini. Siamo ancora nella fase "work in progress" ma non manca molto. Ma per spiegarvi come mai partiamo da monte.
Trittico della Valsugana 2013, sabato e domenica, rispettivamente 4 e 5 maggio (auguri mamma!) 2013, luogo di svolgimento Cinte e Pieve Tesino e Pradellano-Drio Casello. 
Giulio gareggia solo la domenica, ufficialmente per compiti e studio, in realtà per accumulare tutte le energie per battere Sbabu domenica. Tutto è cotto a puntino per un grande umiliazione: Giulio parte esattamente 3 minuti dopo la partenza di Sbabu, Giulio parte concentrato (in realtà lo sembra sempre prima di partire... probabilmente dorme!) e Sbabu è stato distratto e spaventato a dovere dal Manager nell' immediato prepartenza.
Giulio sfrutta la scia prima dello scatto finale da buon Cycling Watcher
Incredibile ma vero, tutto ciò funziona! Sbabu arriva al punto K e non capisce dove si trova, si sente smarrito, sente la pressione Giulio, non riesce a percepire la differenza fra punto di partenza della gara (punto K) e punto di partenza in cui vengono date le cartine... è nel panico più totale e succede l'inverosimile... Giulio arriva e Sbabu è ancora lì! Scatta una ola da tutte le creature del bosco, la possibilità di non vedere più Sbabu in un bosco è alta, altissima, siamo tutti con il fiato sospeso. A questo punto a Giulio non resta altro che attaccarsi e fare l'unica cosa che è bravo a fare... correre!!! Vai Giulio!!!
A quel punto Giulio si sente tutto ardere dentro, è eccitato, emozionato e spaventato allo stesso tempo. La responsabilità è grande ma il compito da portare a termine molto meno e infatti, come da pronostico, si fa staccare. Il distacco dura per 6-7 lanterne ma poi Sbabu sbaglia di nuovo e alla lanterna 9 sono di nuovo assieme. A questo punto Sbabu prova il tutto per tutto, una tirata micidiale fino all'arrivo con l'unico scopo di poter continuare la sua falsa promettente carriera e Giulio, assalito da una senso di rimorso nei confronti di quel povero orientista disperato, decide di lasciarlo andare e finire la gara per conto suo sbagliando pure un minuto per arrivare all'ultimo punto per essere sicuro che il povero Sbabu arrivasse prima di lui in classifica.
Il gran cuore di Giulio ha pregiudicato un'altra volta la sua performance ma le sensazioni sono state otttime e incoraggianti per diventare campione trentino Long la prossima domenica per poi passare a diventare campione italiano Sprint a inizio giugno.        

Questo è un "Art Attack"

La classifica finale lo vede al quinto posto ad un solo minuto (abbondante) dal secondo... quello che è servito per avere la certezza di far vincere Sbabu ma a molti minuti da uno scatento Fabiano che ha remenato tutti rifilando 6 minuti (!) al secondo. Insomma... i campioni sono tutti del '96 c'è poco da fare. La sfortuna per Giulio è sempre al massimo.

Il Manager flessibilissimo
Silvan

venerdì 3 maggio 2013

MARLENE 'S RACE

Cosa centra il titolo con la gara che sto per iniziare a raccontare? Che questa gara, che si ripete quasi ogni anno, alle premiazioni propone sempre cassette di quelle gustosissime mele che "fanno" solo nel sud del Tirolo...
No! Non è ancora un nostro sponsor, ma visto l'apprezzamento appena citato, contiamo di metterci in trattativa al più presto.
    

Ed è questo che spinge fior fior di atleti (tra i quali il Giulio) a partecipare in massa a questa gara e mettercela tutta, perchè se vinci, a fine gara ti danno le mele, le mele Marlene (Marlene, passione per le mele! Oh yeah!).
Ma passiamo alla gara....
Giornata inusuale per correre una gara di orienteering infatti è mercoledì e c'è il sole e Giulio si è iscritto (pardon, è stato iscritto) in MA. La gara è una Long Distance e il nostro campione, come avete potuto leggere nell'ultimo post, è stato in Germania a divert...ehm ehm studiare per una settimana quindi la sua condizione fisica e psicologica era un grosso punto interrogativo.
Andrea Rinaldi che ci mostra
il sedere mentre punzona
Il punto interrogativo non sussiste invece per la Carmen (Giulio's mother), che convinta degli aspetti negativi delle supposizioni poste sopra, proibirebbe, fosse per lei, categoricamente una gara così selettiva sia fisicamente che mentalmente a suo figlio, tant'è che la prima preoccupazione del Manager nella mattina pregara è stata proprio l'andare a sondare il suo stato di incazzatura nei confronti di chi non ha esaudito il suo volere. Le cose vanno piuttosto bene ad esclusione di una seria minaccia nell'obbligo di andare a cercare Giulio nel bosco nel postgara in caso di dispersione ma, fidandosi ciecamente del suo atleta, il Manager accetta pienamente le condizioni. Peccato che resosi conto a fine gara della durezza e anche dell'elevata tecnicità del percorso qualche dubbio pervade il Manager mostrando comunque davanti a Carmen una spiccata sicurezza nelle capacità del suo atleta e confidando in Dio di avere ragione perchè nel momento in cui estraeva questo dalla sua bocca, il buon Manager, era sdravaccato sul telo del Trent-o con nessunissima intenzione di rialzarsi almeno nel giro di una mezz'oretta. Ma come è chiaro però, se dai fiducia, la fiducia prima o poi ti ritorna indietro ed infatti ecco comparire dopo una decina di minuti Giulio con una falcata da gazzella diretto verso il finish seguito da un Aaron decisamente meno pimpante (ma con quasi 20 minuti di gara in meno sul groppone!).
Il risultato alla fine nella classifica finale è quello che è ma va evidenziato come alcuni tratti di gara siano stati davvero interessanti. Per esempio (mi sono ripromesso di non fare nomi e cognomi per non rovinare l'immagine di personaggi famosi all'interno dell'ambiente orientistico) girano voci, e anche qualcosa di più, che Giulio sia stato da locomotiva, o abbia collaborato, o abbia semplicemente indicato la retta via, magari solo in zona punto... ma tant'è... a fior fior di campioni italiani che grazie al suo aiuto.................................probabilmente non hanno tratto alla fine alcun vantaggio in termini di classifica (!) ma solo la temporanea depressione dall'essersi fatti coinvolgere/assorbire/deviare/inglobare/fagocitare nell' orientamento di Giulio in maniera positiva, o almeno meno negativa di quanto avrebbero fatto da soli. Questo comunque a totale dimostrazione che presto il nostro Giulio sarà in grado di grandi risultati come solo il suo Manager, che ha creduto in lui da subito, ha potuto immaginare in anticipo rispetto al resto del mondo. Un pò come quando Messi, facendo un provino per entrare nelle giovanili dell'Inter, venne scartato per la sua scarsa fisicità e fu raccolto poi successivamente dal Barcellona.
Scalet allo sprint
Alla fine della giornata a Giulio rimane solo la magra consolazione di aver battuto il suo Manager ma considerando la mezz'ora, molto abbondante, presa dall'astro nascente dell'orienteering, tal Riccardo Scalet, la strada è decisamente più lunga di quanto ci si aspettasse. Verò è che era appena tornato dalla Germania e questo può essere valutata come la scusa ufficiale per questa gara. Ora vi lascio e mi ritiro a pensare a quale possa essere una scusa valida per la prossima gara. Non è un compito facile, di gara in gara sempre più difficile. Povero Manager.

Il povero Manager
Silvan